La figura della donna nella società italiana è da sempre caratterizzata da una doppia realtà: quella che fa riferimento alla sfera lavorativa si sovrappone quotidianamente con gli impegni famigliari e di cura del mondo domestico. È un doppio carico che inevitabilmente porta ogni donna a scontrarsi con una difficile mediazione quotidiana tra “lavoro” e “casa”.
Un’adeguata gestione della sicurezza sul luogo del lavoro diventa pertanto doppiamente importante per ogni donna italiana all’opera tra questi due mondi. “Le condizioni di lavoro – afferma Liliana Ocmin Responsabile del Coordinamento Nazionale Donne CISL – interagiscono infatti con una vasta gamma di situazioni dello specifico femminile” e le minacce che possono creare pericoli alla salute “devono essere preventivate nella determinazione dei fattori di rischio e nelle soluzioni di tutela che si intendono fornire alle lavoratrici”.
Non solo gli infortuni sul lavoro rappresentano un pericolo, ma anche le cosiddette “malattie professionali” che, invisibili e spesso poco considerate, creano problemi considerevoli sul medio e lungo termine. In riferimento alle malattie professionali, continua Ocmin, “stando ai dati editi dall’Inail, sono circa 26 mila casi l’anno, di cui il 21.8% riguarda le donne”.
Con l’approvazione del Testo Unico sulla sicurezza, sono stati fatti passi in avanti per la specifica situazione femminile al lavoro grazie all’introduzione di “alcune importanti innovazioni, con esplicito riferimento alle politiche di genere”.
Nella foto: Liliana Ocmin, Responsabile del Coordinamento Nazionale Donne CISL
Per approfondimenti: l’articolo di Liliana Ocmin e un suo intervento in onda online su DonnaTV.it