Sempre più di frequente i giovani veneti si trovano di fronte a un dilemma spesso molto difficile da risolvere: restare in Veneto o partire per l’estero?
Concluso il percorso universitario e affacciatisi al mondo del lavoro, sempre più ragazzi cercano di rispondere alla domanda se il Veneto sia in grado o meno di coronare i loro sogni e le loro aspirazioni. Però non è solo la realizzazione professionale a lasciare indecisi i giovani veneti sul luogo in cui stabilrsi per il loro fututro.
“La professione – afferma in un’intervista per il quotidiano La Voce dei Berici Ludovico Ferro della Fondazione Corazzin – è certamente un fattore importante. Ma gli intervistati hanno segnalato anche il bisogno di servizi e infrastrutture, di tecnologia, di un ambiente tollerante e aperto alla diversità e di una ricca offerta culturale”. “Il legame familiare e con il territorio, da sempre molto forte in Veneto – continua Ferro – si sta invece affievolendo”.
Ma come recita il famoso proverbio, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Molti giovani, nonostante giudichino il Veneto un territorio poco attrattivo, dichiarano una certa reticenza a lasciare la regione del nordest. Una spiegazione la da Ludovico Ferro: “il Veneto è potenzialmente attrattivo, avrebbe tutto, ma probabilmente non è organizzato per tenerti o attirarti”.
Fonti e approfondimenti sul quotidiano La Voce dei Berici nell’inchiesta “Io in Veneto non ci rimango” a cura di Andrea Frison scaricabile in due parti: prima parte e seconda parte
L’immagine è tratta da scienceblogs.com